Studio OSCAR: Otilimab, nei pazienti over 70 ospedalizzati con COVID è in grado di ridurre l’insufficienza respiratoria dopo 28 giorni di terapia, abbassando il tasso di mortalità


Sono stati presentati i risultati dello studio di fase 2 proof-of-concept OSCAR ( Otilimab in Severe COVID-19 Related Disease ) relativo a Otilimab, un anticorpo monoclonale contro il fattore stimolante le colonie di macrofagi anti-granulociti ( anti-GM-CSF ).

L’endpoint primario dello studio OSCAR era la percentuale dei pazienti COVID-19 che erano vivi e privi di insufficienza respiratoria 28 giorni dopo il trattamento con una singola dose di Otilimab in aggiunta allo standard di cura ( inclusi trattamenti antivirali e corticosteroidi ), rispetto ai pazienti in trattamento solo con standard di cura.

I dati provenienti da pazienti di tutte le età hanno mostrato una differenza di trattamento del 5.3% ( IC 95%= -0.8%, 11.4% ), ma senza raggiungere la significatività statistica.

Tuttavia, una analisi di efficacia, pre-pianificata, per età nei pazienti di 70 anni e oltre ( n = 180, 806 nello studio totale ) ha mostrato che il 65.1% dei pazienti era vivo e libero da insufficienza respiratoria 28 giorni dopo il trattamento con Otilimab più standard di cura, rispetto al 45.9% dei pazienti che avevano ricevuto il solo standard di cura ( delta del 19.1%, IC 95% = 5.2%, 33.1% ) ( nominale p-value = 0.009 ).

Inoltre, in un’analisi della mortalità fino al giorno 60, è stata riscontrata una differenza di trattamento del 14.4% a favore di Otilimab con tassi del 40.4% su standard di cura contro il 26% su Otilimab più terapia standard ( IC 95% = 0. 9 %, 27.9% ) ( nominale p-value = 0.040 ) nei pazienti di 70 anni di età ed oltre.

Questi dati hanno indicato un potenziale ed importante beneficio clinico in un pre-definito sottogruppo di pazienti ad alto rischio.
E' stato quindi deciso di modificare lo studio OSCAR per espandere questa coorte con l'obiettivo di confermare questi risultati potenzialmente significativi.

Circa il 10-15% dei pazienti con diagnosi di COVID-19 soffre di una malattia grave che comporta problemi respiratori che possono richiedere ospedalizzazione e terapia intensiva, con un ulteriore 5% dei pazienti che si ammalano in condizioni critiche.
L’età è ampiamente riconosciuta come un fattore di rischio significativo per la grave malattia da COVID-19.

Una maggiore gravità della malattia e un aumento della mortalità si osservano costantemente nei pazienti più anziani con COVID-19 polmonare grave.
Secondo i CDC ( Centers for Disease Control and Prevention ) degli Stati Uniti, il rischio di ospedalizzazione è 5 volte maggiore per i pazienti di età compresa tra 70 e 74 anni, fino a 8 volte maggiore per i pazienti di età pari o superiore a 75 anni. Questi pazienti spesso necessitano di interventi respiratori compreso un significativo supporto di ossigeno o ventilazione meccanica.
I gravi sintomi respiratori di COVID-19 sono causati dalla iperattivazione del sistema immunitario per eliminare il virus, con conseguenti possibili complicanze potenzialmente letali o mortali.

Recenti ricerche hanno indicato un ruolo per la citochina GM-CSF nella risposta immunitaria a COVID-19 nei pazienti di età superiore ai 70 anni, mettendoli a maggior rischio di gravi complicazioni legate a COVID-19.

La coorte aggiuntiva dello studio OSCAR seguirà un disegno di studio simile al precedente e arruolerà circa 350 pazienti di età uguale o superiore ai 70 anni.

Le terapie attualmente disponibili hanno un beneficio clinico limitato nelle fasi più gravi del COVID-19 in ambito ospedaliero, quando i pazienti richiedono Ossigeno ad alto flusso o ventilazione meccanica invasiva.
Ad oggi, nessuna terapia immunomodulante mirata ha dimostrato di produrre benefici sufficienti per migliorare il recupero dall’insufficienza respiratoria o ridurre la mortalità nei pazienti di età pari o superiore a 70 anni.

Nello studio OSCAR, l’evento avverso grave più comune osservato è stato l’insufficienza respiratoria ( 5% per il placebo, 4% per Otilimab ).
Nel complesso, tutti gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi osservati erano tipici di una popolazione COVID-19 grave.
Nel sottogruppo di età pari o superiore a 70 anni, i tassi di incidenza di eventi avversi gravi e eventi avversi fatali erano inferiori nel gruppo Otilimab rispetto al gruppo placebo. ( Xagena_2021 )

Fonte: GlaxoSmithKline, 2021

Xagena_Medicina_2021